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Le origini di miradolo

Una storia semplice

Nessuna meraviglia quindi se Miradolo non può vantare un passato illustre. Nel 1400 il castrum risulta già diroccato , gli abitanti sono assoggettati allo Statuto voluto da Bianca di Savoia Visconti a San Colombano. Era comunque un modesto villaggio , con poche casupole e i contadini al servizio delle due , tre cascine di notabili pavesi e milanesi. Forse per qualcuno iniziava il lavoro autonomo dell’artigianato rurale o la conduzione di propri minuscoli poderi.

La sua storia è totalmente inglobata nella storia dei grandi feudi ( Visconti , Sforza , Estensi ) , dei Vicariati feudali ( San Colombano e poi Belgioioso ) e nella serie degli innumerevoli atti notarili delle famiglie nobiliari.

La prima e più importante fu quella degli Schiaffinati : nel 1400 acquistano vasti terreni che provvedono a sistemare ( la roggia miradola ) , costruiscono un palazzo ( forse nell’attuale via Garibaldi , passato poi ai De Lutti o forse alla Somaglia , nel 1700 rimaneggiato dai Dassi ) , l’oratorio di Santa Maria e la chiesetta in via Garibaldi ( oggi del Comune ). Anche i loro parenti Reyna impiantano una grande cascina , la Cortazza , e costruiscono una chiesetta che nel 1600 il conte Arese Lucini vorrà dedicare ad una sconosciuta Santa Rufila ( oggi dell’Oratorio ).

I primi documenti presenti a Miradolo , a parte i reperti archeologici e un resto malconcio della torre del castrum ( il torrione ) , sono le chiese , erette nel 1500 , in seguito più volte riformate , e , sempre del 1500 , i registri del parroco e due lapidi funerarie ( 1541 ) scoperte da chi scrive e subito sventuratamente ricoperte dal pavimento della parrocchiale. Le splendide mappe teresiane ( 1735 ) , che ho voluto esporre nella sala del Municipio , illustrano con precisa evidenza la natura del villaggio : due strade anguste , ai piedi delle colline e lungo il Nerone ( quasi sicuramente antica ramificazione del Lambro , da radice gallica nar , acqua ) , le chiese , le cascine , meno di mille abitanti.

Nella raccolta delle mappe anche i disegni di due comuni minori , in seguito assorbiti , Camporinaldo e Cà de Rho. Camporinaldo ( probabilmente campo di Rinaldo o di Romaldo , nomi di Vescovi pavesi nel Medioevo ) è stato a lungo annesso ai fondi del Castello dei Cusani a Chignolo e per secoli sicuramente stazione di posta per la sua posizione sulla strada da Pavia a Cremona. Infatti è segnato con un certo rilievo nelle carte geografiche del Seicento e del Settecento , malgrado le dimensioni ( nel 700 circa 200 abitanti ).

Curiosamente invece Miradolo si trova segnalato in Lombardia nella cinquecentesca Galleria delle carte geografiche dei Musei vaticani. Cà de Rho era una cascina ( circa 30 abitanti , oggi proprietà Saronio ) , può derivare dai possedimenti dei Rho , allora signori di Borghetto , che furono poi i primi industriali tessili di Milano. Da tutti i documenti scritti , peraltro scarsi , ( relazioni dei Vescovi e dei Parroci , suppliche della comunità ) sino all’Ottocento emerge senza dubbio l’estrema povertà della gente.

Guido Peroni